Sappiamo e sentiamo di essere legati a qualcosa di più grande al di là dei nostri genitori,
e da questo qualcosa di più grande traiamo forza.

Bert Hellinger

Non è facile leggere o sentire spiegazioni o commenti su questo metodo di lavoro helligeriano, questo perché, come Hellinger stesso affermava, questa rivelazione mediale (la medianità insita nel mediale viene intesa qui come l’esser mezzo consapevole al servizio di una comunicazione altra) che lo ha raggiunto come una rivelazione importante del suo lavoro, è stata confinata, soprattutto da chi collega le costellazioni alla psicoterapia, come un ‘altro metodo’, quindi diversamente collegata e difficilmente rappresentabile.

Nel 2003 a Bolzano, durante un importante seminario in presenza, Bert Hellinger, parla di costellazioni mediali; parla e dimostra questa modalità molto complessa, e nell’insieme essenziale, di come si possano aprire ‘nuovi spazi’, mondi al di là delle dimensioni note e della consapevolezza quotidiana; possibilità che ci conducono verso una comprensione e un’azione creatrice, che ci consentono di superare le nostre idee ristrette e i nostri normali limiti.

Bert stesso afferma nella sua biografia, che alcuni degli scritti da lui redatti negli ultimi anni sono ’canalizzati’, messaggi compiuti da fissare sulla carta, ne nascono libri non facili ma importanti da leggere, dove si mescolano filosofia, religione, e in definitiva tutti collegati ai movimenti mediali che sottendono alla vita delle persone e che possiamo riconoscere anche in risposte veloci, frasi repentine, dirette, di guarigione, che sono frutto del potenziale di concentrazione e capacità di farsi canale, dove l’ego tace, che Bert manifesta entrando direttamente in medianità. Di fatto chi cerca di soddisfare il desiderio del cliente, siano i rappresentanti che i costellatori, ricercando a tutti i costi una soluzione, non può restare collegato al campo costellativo e tanto meno a quello mediale, mancando della dimensione dell’ascolto/azione non finalizzato ad una soluzione preordinata (argomento ampio al quale dedicherò uno spazio a breve).

Fin dall’inizio, in ogni mia sessione, ma in generale (anche noi costellatori ci siamo ampiamente passati durante il lungo e impegnativo percorso di formazione alla HellingerSchule), ciò che risulta incomprensibili alle persone che si avvicinano alle costellazioni familiari, e nell’essere rappresentanti, è il sentirsi subito come delle ‘persone altre’, ovvero quelle rappresentate, e questo senza saper assolutamente nulla di loro. Un ‘miracolo’ che all’inizio crea diverse reazioni; spesso è difficile riportare le persone (a volte anche alcuni terapeuti) ad una dimensione di consapevolezza di essere solo all’umile servizio di qualche cosa di più grande, al silenzio rispettoso di quanto lavorato, alla consapevolezza che siamo tutti al servizio.  Questo perché pur restando nei nostri limiti possiamo essere coinvolti da forze appartenenti a un mondo che va oltre quello quotidiano.

Io sono li, in mezzo ad uno spazio creato dal gruppo che partecipa e improvvisamente vengo presa e trasportata, fisicamente trasportata, in un’altra dimensione, ballo, urlo, piango vedo e sento la vita di altri, assumo altre espressioni con una precisone impressionante, chi e cosa mi passano attraverso? E com’è possibile?

All’inizio diventa difficile lasciarsi trasportare e permettersi di sentire, solo lentamente, con fiducia e abbandono, accade completamente il miracolo. La letteratura in merito e moltissima ma non ci serve in quel preciso momento in cui siamo presi da ‘altro’, serve solo stare, essere, muoversi, sentire, sicuri che ogni sensazione che ci passa attraverso pur appartenendo ad altri spazi e storie, alla fine riguarda  anche noi, infatti (altra ‘ magia del campo’), è questo farsi uno e molti insieme del gruppo, in ogni domanda di altri, si esprime anche una nostra domanda e ad ogni risposta arriva un pensiero che riguarda il nostro problema, come una rete invisibile sempre connessa che riguarda tutti noi, un’onda comune che ci muove.

Nel tempo continuando a sperimentare, studiare e lavorare con Bert, divenne chiaro che dietro ogni costellazione dello spirito appare un processo mediale, attraverso il quale i rappresentanti e il costellatore sono al servizio di altre forze, questo a condizione di abbandonarsi con fiducia a questa grandezza e lasciarsi guidare. Vi è qualche cosa di creativo che si nasconde dietro tutto e tutti, queste costellazioni sono passi nel buio, e in quel vuoto, che è un vero e proprio spazio di accoglienza, si palesano delle informazioni fulminee e dirette, che si esprimono attraverso parole che giungono al costellatore ormai medio e strumento consapevole. Chiudendo gli occhi, in raccoglimento profondo si attende quel suggerimento che viene da altre dimensioni, parola cosi pregne di significato che una volta pronunciate interiormente vanno subito lasciate andare affiche possano agire nell’anima con il loro riverbero pluridimensionale, dinamico, spaziale.

Come si volgono queste costellazioni al limite? Molto semplicemente le persone si siedono vicino al costellatore e spesso ma non sempre non servono parole, meno il costellatore sa del tema più lo spirito lavora per questo non conoscendo lo scopo, il tema o al massimo con pochissime parole, tutto il lavoro è sull’essenziale. Poi nella fiducia al costellatore arriva una parola, una suggestione, che viene detta inviando il cliente a ripeterla dentro di sé, e insieme tutto il gruppo viene preso da questo movimento e li conduce, senso e significato scompaio per un attimo tutto si svolge su altri piani, meno frequente è una rappresentazione, seppur minimale, ed essenziale del tema. In questo breve a intensissimo frangente si innesca un meccanismo importante che a cascata coinvolge tutto il sistema.

Silenzio e concentrazione sono i termini che superano i contrasti e cosi ni bisogni e nella partecipazione accade che un suggerimento medianico tocca tutti i partecipanti, ci conduce altrove verso una medianità condivisa, (che non va assolutamente commentato né giudicato pena la perdita di tutta la forza che produce.). Improvvisamente i movimenti coinvolgono tutti i membri del gruppo con la consapevolezza che operano mondi diversi, movimenti che portano alla pace alla luce dello spirito. Il nostro spirito si muove in un altro ambito dove tutto esite contemporaneamente passato e futuro e si manifesta a noi quando ci porta con sé in questo ambito e nella sua vastità. Ma solo se ci apriamo ad esso.

Il tempo così prende un altro valore, l’essenziale è breve, tutto ciò che ci raggiunge da altri spazi e ci incita ad agire arriva immediato, diretto, arriva subito al punto, l’essenziale richiede una profonda concentrazione, il passo da fare, un solo passo, è già cambiamento, le conseguenze hanno il fiato lungo e a volte durano per sempre; raccolti attendiamo che in armonia il messaggio si manifesti attendiamo il prossimo passo.

I.A. Bianchi

https://noicostellatori.it/novita/notizie-e-approfondimenti-dai-soci

Riferimenti bibliografici utili, si veda di Bert Hellinger,:

 – Verso nuovi spazi, 2013, Tecniche Nuove ed.

 – Guardare nell’anima dei bambini, 2014, Tecniche Nuove ed.